Lutero e Aristotele,
una citazione al giorno
20 settembre 2026
E Dio cosa dovrebbe dare come ricompensa a questi bestemmiatori che uccidono le scritture? Essi rimproverano alla sua luminosa Scrittura di essere oscura e pericolosa per cacciarla così dai cuori e dagli occhi degli uomini e per metterla nel cassetto. Ma se Dio avesse dovuto prendere me come consigliere, l’avrei pregato di dare loro Aristotele, Averroè e per di più le infinite leggi e glosse del Papa al posto delle scritture. L’avrei pregato in conseguenza di ciò di farli impazzire, di farli studiare Aristotele per tutta la vita senza imparare niente; e che loro gli concedessero infine la corona di asino e si autoproclamassero maestri in arti liberali e dottori in sacra scrittura. Va anche detto, però, che finora nessuno di loro ha capito una sola riga di Aristotele e che se anche l’avesse capita, non vi avrebbe imparato nulla di più di quello che un bambino di cinque anni e che i pazzi più furiosi sanno a menadito. Aristotele infatti è cento volte più oscuro della sacra scrittura e se vuoi sapere cosa insegna, te lo dirò in breve. Un vasaio con l’argilla può fare una pentola, il fabbro invece non può farla, a meno che lo impari. Se in Aristotele c’è qualcosa di più elevato di questo, devi fare a meno di credere a qualsiasi parola io abbia detto e chiedermi di dimostrare ciò che devo ancora dimostrare. Dico queste cose perché noi vediamo quale ricca ricompensa Cristo ha dato ai papisti che hanno rimproverato alla sua Scrittura di essere oscura e pericolosa e l’hanno tolta di mezzo: essi devono studiare un morto pagano, perché in Aristotele non c’è alcuna scienza, ma solo pura tenebra. Ciò di cui ho parlato, comunque, è quanto di meglio ci sia in Aristotele. Taccio dei punti in cui egli è velenoso e mortifero. Le università meriterebbero di essere tutte ridotte in polvere; dal sorgere del mondo non è sorto né sorgerà mai nulla di più infernale e di più diabolico.
Adventspostille. Epistel am 2. Adventssonntag. Röm. 15, 4-13
1522 - WA 10 I 2,74,4-25
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