{"id":93,"date":"2011-09-29T06:59:45","date_gmt":"2011-09-29T06:59:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/?p=93"},"modified":"2011-09-29T07:00:22","modified_gmt":"2011-09-29T07:00:22","slug":"unita-di-lavoro-sul-%c2%abperdono%c2%bb-%e2%80%93-sem-teol-24911","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/archives\/93","title":{"rendered":"Unit\u00e0 di lavoro sul \u00abperdono\u00bb \u2013 Sem. teol. 24\/9\/11"},"content":{"rendered":"<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/archives\/93\" data-send=\"false\" data-layout=\"standard\" data-width=\"450\" show_faces=\"false\" data-action=\"like\" data-font=\"\" style=\"margin: 0px 0px 0px 0px;\"><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><em>Dal 23 al 25 settembre ha avuto luogo il Seminario teologico organizzato dalla CELI e dall&#8217;ASLI-Accademia di Studi Luterani in Italia. Questa collaborazione \u00e8 stata proficua in quanto la CELI ha dato la sala, aiutato nell&#8217;organizzazione e sovvenzionato finanziariamente il seminario, mentre l&#8217;ASLI ha fornito dei relatori eccezionali come Paolo Ricca e Franco Buzzi, cui si sono aggiunti i pastori Alberto Saggese e Dieter Kampen. Per far partecipe dei contenuti del seminario il maggior numero possibile di persone, pubblichiamo qui in seguito un riassunto delle singole relazioni, cominciando da quella del pastore Dieter Kampen, in quanto gi\u00e0 pronta.<\/em><\/p>\n<h4>Seminario teologico 23-25 settembre 2011<br \/>\nUnit\u00e0 di lavoro sul \u00abperdono\u00bb<br \/>\ndi Dieter Kampen<\/h4>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ECBE4_Bollut_057_foto_seminario_2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1208\" title=\"ECBE4_Bollut_057_foto_seminario_2011\" src=\"http:\/\/www.luthergrewp.it\/ewp\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ECBE4_Bollut_057_foto_seminario_2011-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"303\" \/><\/a>Accostandoci al tema, abbiamo dapprima indagato il significato della parola &#8220;perdono&#8221;, in quanto questo termine viene utilizzato, a seconda dei contesti, con vari significati. Perdonare non \u00e8 sinonimo di condonare, graziare, scusare o dimenticare. Il condono p.es. non chiede un cambiamento di mentalit\u00e0 o di atteggiamento del condonato. La definizione di perdono, proposta di concerto, \u00e8 stata infine la seguente: ripristino di un rapporto tra due soggetti morali. Il tema del perdono riguarda quindi il rapporto con Dio, con gli altri e con se stessi. Durante il seminario ci siamo concentrati sul perdono di Dio, pur sottolineando lo stretto intreccio con il perdono nei altri due tipi di relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo intreccio \u00e8 ben evidente in Matteo 18,21-35, nella parabola del servo ingrato, che ci \u00e8 servita per entrare nel cuore della tematica. Della discussione, peraltro particolarmente proficua, vorrei riassumere solo i punti essenziali per le nostre tematiche. A prima vista potrebbe sembrare che Dio (rappresentato dal re) agisca in modo contraddittorio, perdonando prima la colpa (i debiti) e poi, dopo che l&#8217;uomo non si \u00e8 comportato adeguatamente con il suo simile, infliggendo una adeguata pena. In realt\u00e0, questa contraddizione ci sarebbe solo, se si trattasse di un condono, prima concesso, poi ritirato. Se invece si tratta di perdono, non c&#8217;\u00e8 contraddizione: Dio ha perdonato veramente e in modo incondizionato. Per\u00f2 il perdono, definito come ripristino di un rapporto, coinvolge due soggetti. \u00c9 necessario che il debitore si pente della sua colpa (contrizione) e cambia atteggiamento. \u00c9 necessaria la metanoia, la conversione, cio\u00e8 un cambiam ento di mentalit\u00e0. Il servo della parabola non aveva chiesto perdono perch\u00e9 pentito della sua colpa, ma solo per paura di essere messo in carcere, cio\u00e8 per paura della punizione. La totale mancanza di metanoia si manifesta in modo evidente nell&#8217;atteggiamento del servo verso il suo debitore. Quindi non \u00e8 che Dio non ha perdonato e che il suo perdono era falso. Semplicemente il perdono non si \u00e8 realizzato, in quanto il perdonato non era pronto ad accogliere il perdono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tematica del perdono classicamente viene sviluppata intorno alla confessione del peccato. Nella teologia cattolica classica si distinguono tre parti della confessione che insieme operano il perdono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>contritio<\/strong>: Il peccatore si pente della sua colpa<\/li>\n<li><strong>confessio<\/strong>: Il peccatore confessa la colpa al sacerdote e riceve l&#8217;assoluzione<\/li>\n<li><strong>satisfactio<\/strong>: Il peccatore compie le opere riparatorie (p.es. digiuni, elergizioni, rinunce) che rendono operativa l&#8217;assoluzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno sguardo sulla storia della confessione ci mostra, nel primo medioevo, una mentalit\u00e0 diciamo arcaica, concentrata soprattutto sui fatti esteriori, mentre l&#8217;intenzione o la motivazione interiore non erano indagate pi\u00f9 di tanto. In questo contesto la parte della satisfactio era la pi\u00f9 importante. Il ruolo del sacerdote era soprattutto quello di stabilire le opere adeguate (c&#8217;erano dei manuali ben precisi) rispetto alla colpa.<br \/>\nNel 12esimo secolo si \u00e8 realizzata una svolta importante, dall&#8217;esteriorit\u00e0 all&#8217;interiorit\u00e0, dai fatti ai sentimenti. Questa svolta si pu\u00f2 osservare anche nella letteratura e nell&#8217;arte e, alla sua base, ci sono stati sicuramente rilevanti ragioni sociali, come ad esempio lo sviluppo delle citt\u00e0. Come sia, una nuova concezione di vita si \u00e8 realizzata, prospettiva il cui centro era l&#8217;amore. Conseguentemente la contritio divent\u00f2 pi\u00f9 importante.<br \/>\nA questo proposito sono stati presentati due figure rappresentative di tale cambiamento. Il primo esempio appartiene alla mistica ed \u00e8 Bernardo di Chiaravalle, autore molto stimato da Lutero. Tra il 1135 e il 1153 egli scrisse un commento al Cantico dei Cantici, la grande poesia sull&#8217;amore, in cui la sposa di Cristo non \u00e8 pi\u00f9 la chiesa, ma l&#8217;anima individuale.<br \/>\nL&#8217;altro esempio \u00e8 Pietro Abelardo (1079-1142). Egli appartenne alla prima scolastica, artefice delo sviluppo di un sistema teologico razionale; ma anch&#8217;essa mette l&#8217;amore al centro. Contemporaneamente possiamo notare l&#8217;importanza dell&#8217;interiorit\u00e0, centralit\u00e0 sottolineata dal fatto che la colpa dipende dall&#8217;intenzione. Decisivo per ottenere il perdono \u00e8 l&#8217;amore per Dio. L&#8217;amore suscita il dolore per la propria lontananza da Dio e quindi la contritio che nel peccatore crea il desiderio di penitenza e del sacramento dell&#8217;assoluzione. Per\u00f2 chi muore senza aver avuto la possibilit\u00e0 di ricevere il sacramento \u00e8 ugualmente salvato, se la contrizione \u00e8 stata vera. La contritio, suscitata dall&#8217;amore, \u00e8 quindi la parte centrale, mentre la satisfactio diventa solo una raccolta di pene temporali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema dell&#8217;amore resta centrale per tutto il medioevo. Riguardo alla situazione in cui si trova Lutero, possiamo ricordare che:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">La passione di Cristo, in cui l&#8217;amore di Dio si mostra in modo particolarmente forte, \u00e8 diventata pi\u00f9 centrale.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La dimensione esteriore della penitenza \u00e8 diventata nuovamente pi\u00f9 importante. Questo dipendeva da una paura accentuata del giudizio e del purgatorio e da una mentalit\u00e0 mercantile che ha trovato espressione anche nella vendita delle indulgenze.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il ruolo del sacerdote e del potere delle chiavi \u00e8 diventato pi\u00f9 importante. Il sacerdote pu\u00f2 trasformare un&#8217;<em>attritio<\/em> insufficiente in una contritio degna di ricevere il perdono.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La contritio non \u00e8 vista solo come opera dello Spirito, ma va ricercato anche con le proprie forze. Qui per\u00f2 le opinioni erano contrastanti: Johann von Staupitz, il padre confessore di Lutero riteneva che la nostra contritio pu\u00f2 essere innalzata a Dio solo mediante il dolore e la passione vicaria di Cristo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Riforma prendeva il suo inizio intorno alla discussione del perdono. Nelle 95 tesi Lutero descrive cosa \u00e8 la vera penitenza e attacca in questo contesto la vendita delle indulgenze che non aiutano la vera penitenza, ma inducono i fedeli in una falsa sicurezza che non salva. Abbiamo letto la prima e la quarta tesi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Dominus et magister noster Iesus Christus dicendo. Penitentiam agite. Etc. omnem vitam fidelium penitentiam esse voluit.<\/strong><br \/>\n<strong> 4. Manet itaque pena donec manet odium sui (id est penitentia vera intus) scilicet usque ad introitum regni celorum.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>1. Il Signore e maestro nostro Ges\u00f9 Cristo, dicendo: &#8220;Fate penitenzia&#8221;, volle che tutta la vita dei fedeli fosse una penitenza.<\/em><br \/>\n<em> 4. Perdura perci\u00f2 questa pena finch\u00e9 continua l&#8217;odio di se stesso (la vera penitenza interiore) cio\u00e8 fino all&#8217;entrata nel regno dei cieli.<\/em><br \/>\n(traduzione: Paolo Ricca)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tesi che la penitenza dovrebbe essere continua, non \u00e8 del tutto nuova. Anche il monachesimo \u00e8 pensato in questo senso, anche se tale tesi \u00e8 in contrasto con la visione cattolica. Per un cattolico l&#8217;uomo pu\u00f2 essere buono, anche se \u00e8 certamente sempre minacciato dal peccato, mentre per Lutero l&#8217;uomo \u00e8 sempre peccatore. Questa differenza deriva da una differente concezione di peccato. Per un cattolico peccare significa agire contro i comandamenti, per Lutero \u00e8 gi\u00e0 un peccato non compiere i comandamenti pienamente. Siccome gi\u00e0 non riusciamo a compiere il primo comandamento, che poi sta alla base di tutti gli altri, cio\u00e8 di amare Dio con tutto il cuore, con tutte le forze e con tutto se stesso, restiamo sempre peccatori. Alla base della differenza sta anche una comprensione diversa dell&#8217;essere creati a immagine di Dio. Mentre nella teologia cattolica questo viene vista come una qualit\u00e0 dell&#8217;uomo, che perci\u00f2 non pu\u00f2 essere tolta completament e, Lutero lo vede come la capacit\u00e0 dell&#8217;uomo di stare in relazione con Dio. Perci\u00f2 l&#8217;uomo \u00e8 completamente peccatore (visto al di fuori di questa relazione, cio\u00e8 per se stesso) o completamente giustificato (nella relazione con Dio in Cristo): simul iustus et peccator.<br \/>\nPer quanto riguarda la quarta tesi l&#8217;odium sui \u00e8 l&#8217;altro lato della medaglia dell&#8217;amore per Dio. Pi\u00f9 si ama Dio, pi\u00f9 si odia il proprio peccato. La vera penitenza \u00e8 quindi un riflesso dell&#8217;amore e non la conseguenza della paura dell&#8217;inferno o del purgatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso si \u00e8 discusso se le 95 tesi siano frutto della teologia riformata oppure appartengano a uno stadio prereformatorio in quanto non parlano della giustificazione per sola grazia. La risposta resta aperta, perch\u00e9 anche se le 95 tesi non parlano della giustificazione per sola grazia \u00e8 da dire che gi\u00e0 nel pensiero di Lutero la questione della penitenza e della giustificazione si erano discostati e nelle 95 tesi si occupa solo del tema della penitenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come testo chiaramente appartenente alla riforma, abbiamo poi esaminato il \u00abSermo de Poenitentia\u00bb del 1518: il sermone tratta le tre parti della confessione: contritio, confessio e satisfactio. Per quanto riguarda le opere di soddisfazione, Lutero non ne parla, ma rimanda solo a un altro suo sermone. In ogni caso non sono pi\u00f9 condizione del perdono, ma diventano i frutti del perdono. Per quanto riguarda la contrizione Lutero spiega, come gi\u00e0 accennato, che questa deve provenire dall&#8217;amore. Dopo la descrizione della vera penitenza, Lutero continua come segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lutero, Sermo de Poenitentia (WA 1,323; LDStA pag. 49): \u00ab<em>Secondo, devi vedere che in nessun modo tu confidi di essere assolto per la tua contrizione, (perch\u00e9 cos\u00ec confideresti su di te e sulle tue opere, il che \u00e8 pessima presunzione), ma per verbo di Cristo, che ha detto: &#8220;Quello che sciogli qui in terra, verr\u00e0 sciolto anche in cielo.&#8221;1 Su questo, dico, confida, quando ottieni l&#8217;assoluzione dal sacerdote, e credi ancora pi\u00f9 fortemente che sei assolto e sarai veramente assolto: Perch\u00e9 Cristo non mente, qualsiasi sia la tua contrizione.<\/em>\u00a0<em>Se invece tu non credessi cos\u00ec alla sentenza pronunciata sopra di te da Cristo, che non pu\u00f2 mentire, faresti di te il verace e di Dio il mentitore. Perch\u00e9 tale sentenza deve essere vera e certa. Quindi, devi qui piuttosto vedere che a questa fede non manca assolutamente niente come in tutte le altre. (Prendiamo) per assurdo che un confessante non sia contrito o che il sacerdote non assolva sul serio, ma per gioco: se il confessante crede lo stesso che \u00e8 assolto, \u00e8 veramente assolto. Una cos\u00ec grande cosa \u00e8 la fede e cos\u00ec potente \u00e8 la parola di Cristo. Saranno dunque dannati coloro che non vogliono credere di essere assolti finch\u00e9 non sono certi di essere sufficientemente contriti. E sulla sabbia, non sulla pietra, vogliono costruire la casa della loro coscienza<\/em>\u00bb. (Traduzione: Dieter Kampen)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tradizione precedente la chiesa aveva gi\u00e0 offerto vari aiuti per diminuire il peso della contrizione, perch\u00e9 nel momento in cui il perdono dipendeva dalla validit\u00e0 della penitenza, si poneva sempre la domanda: La mia contrizione \u00e8 sufficiente? Per questo dilemma la chiesa aveva offerto vari aiuti e sconti. Il sacerdote trasformava l&#8217;atritio in contritio e chi non poteva essere sufficientemente contrito poteva comunque essere contrito di non essere contrito. Come sia, Lutero fa un taglio netto e pone la certezza del perdono non pi\u00f9 sulla propria penitenza, ma unicamente sulla parola di Dio. Questo piccolo passo cambia tutto. La certezza della salvezza non viene pi\u00f9 fondato sulla propria interiorit\u00e0, sul proprio sentire, sulla propria fede o sul proprio amore, ma unicamente sulla parola esteriore di Dio che di certo non mente. Questo \u00e8 il nucleo della teologia, la cosa veramente nuova e sconvolgente che caratterizza e distingue la spi ritualit\u00e0 luterana. Ponendo la fiducia unicamente nella parola di Dio, la fede luterana esclude ogni forma di soggettivit\u00e0 ed \u00e8 particolarmente adatta a resistere anche nei momenti in cui uno non sente Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9 un messaggio sempre attuale che potrebbe essere utile soprattutto nell&#8217;affrontare i problemi delle comunit\u00e0 carismatiche. Quest&#8217;ultime infatti giocano molto sull&#8217;emotivit\u00e0 dei fedeli. In culti movimentati viene sperimentato la presenza dello Spirito. Ma cosa succede quando l&#8217;entusiasmo finisce? Generalmente i pastori carismatici o pentecostali raccomandano di pregare di pi\u00f9, di frequentare di pi\u00f9 i culti ecc., conducendo i fedeli in una sorta di dipendenza spirituale. Se invece anche la preghiera non riesce a ridare il sentimento della presenza di Dio, il fedele cade in disperazione. Una fede invece che si basa unicamente sulla parola sviluppa la sua piena potenzialit\u00e0 proprio nei momenti di assenza di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente questo taglio di Lutero capovolge tutto il sistema teologico del suo tempo. Al centro della teologia non sta pi\u00f9 l&#8217;amore, ma la fede. La fede stessa viene definita in modo diverso. Nella tradizione cattolica si tratta di un atto intelligibile che come tale non salva e che solo in combinazione con l&#8217;amore, cio\u00e8 come fides caritate formata, ha carattere salvifico. Invece per Lutero la fede non \u00e8 solo un atto intelligibile, ma un atto di fiducia, quindi un atto esistenziale che coinvolge tutta la persona. E certamente non \u00e8 pensabile senza l&#8217;amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel testo viene accennata anche una comprensione particolare della parola. Dice che si deve fidarsi delle parole del sacerdote, le quali vengono validate dalla promessa della sacra scrittura. Per Lutero l&#8217;annuncio del vangelo non \u00e8 un discorso che rimanda a certi fatti, ma l&#8217;annuncio \u00e8 la cosa stessa. L&#8217;annuncio del perdono non si riferisce a un perdono fatto da Dio in un momento diverso, ma l&#8217;annuncio del perdono coincide col perdono, cio\u00e8 mette in atto ci\u00f2 che annuncia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo Lutero abbia ritenuto la confessione sempre di massima importanza, praticamente a pari dei sacramenti, a causa del segno mancante non l&#8217;ha contata tra i sacramenti, ma l&#8217;ha inquadrata come corollario del battesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, nell&#8217;arco dei secoli, anche a causa di una comprensione diversa dell&#8217;annuncio del perdono, la confessione auricolare, cio\u00e8 quella privata tra fedele e pastore, \u00e8 andata in disuso nella maggior parte delle chiese luterane. Nel 20esimo secolo ci sono stati vari tentativi di recuperarla su larga scala, ma senza successo. Comunque \u00e8 da sapere che nella chiesa luterana la confessione esiste e che ognuno pu\u00f2 richiederla, ma non \u00e8 obbligatoria. Anche nel nuovo innario della CELI \u00e8 stata inserita la spiegazione della confessione del Piccolo Catechismo. A tal proposito abbiamo esaminato brevemente la seguente parte:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL POTERE DELLE CHIAVI E LA CONFESSIONE DEI PECCATI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong>Cosa \u00e8 il potere delle chiavi?<\/strong><br \/>\n\u00c8 il potere particolare che Cristo ha dato alla sua Chiesa in terra di perdonare i peccati ai peccatori pentiti e di mantenere i peccati a coloro che non sono pentiti, finch\u00e9 non si ravvedano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong>Che cos&#8217;\u00e8 la confessione?<\/strong><br \/>\nRisposta: La confessione comprende due parti. La prima, che si dichiarino i peccati; la seconda, che si riceva l&#8217;assoluzione o perdono dal confessore come da Dio stesso e non si dubiti, ma si creda fermamente, che cos\u00ec i peccati siano perdonati, davanti a Dio, in cielo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong>Quali peccati si devono confessare?<\/strong><br \/>\nDavanti a Dio ci si deve riconoscere colpevoli di tutti i peccati, anche di quelli che non conosciamo, come facciamo nel Padre nostro.<br \/>\nMa davanti al confessore, dobbiamo dichiarare solo i peccati che conosciamo e sentiamo nel cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong>Quali sono?<\/strong><br \/>\nConsidera la tua condizione alla luce dei dieci comandamenti, se sei padre, madre, figlio, figlia, padrone, padrona, servo; se sei stato disobbediente, infedele, negligente, irascibile, arrogante, litigioso; se hai fatto del male a qualcuno con parole od opere, se hai rubato, trascurato o sciupato o danneggiato qualche cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong>Prego, indicami una forma breve di confessione.<\/strong><br \/>\nRisposta:<br \/>\nDevi dire al confessore:<br \/>\n\u00abPrego di voler ascoltare la mia confessione e di annunciarmi il perdono, per amor di Dio\u00bb.<br \/>\nAl che, confessati colpevole davanti a Dio per tutti i tuoi peccati e pronuncia davanti al confessore ci\u00f2 che pesa su di te come particolare peccato e colpa.<br \/>\nPuoi chiudere la tua confessione con le parole:<br \/>\n\u00abTutto ci\u00f2 mi dispiace, e chiedo grazia; intendo migliorarmi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><strong>Come avviene l&#8217;assoluzione?<\/strong><br \/>\nIl confessore risponder\u00e0:<br \/>\n\u00abDio ti faccia grazia, e rafforzi la tua fede, amen.<br \/>\nDimmi:<br \/>\nCredi altres\u00ec, che il mio perdono \u00e8 il perdono di Dio?\u00bb.<br \/>\n\u00abS\u00ec, lo credo\u00bb.<br \/>\nAl che, egli dice:<br \/>\n\u00abCome credi, ti sia fatto. E io, secondo l&#8217;ordine del nostro signore Ges\u00f9 Cristo, perdono i tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo, Amen.<br \/>\nVa&#8217; in pace\u00bb.<br \/>\nColoro tuttavia che hanno grandi pesi sulla coscienza, o che sono turbati e tentati, il confessore deve saperli consolare e incitarli alla fede in modo pi\u00f9 diffuso. Questa \u00e8 solo una forma normale di confessione, ad uso dei semplici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: Innario della CELI e Martin Lutero, Il Piccolo Catechismo (1529), a cura di Fulvio Ferrario, Torino, Claudiana, 2004\u00b2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole del Credo, del Padre nostro e dell&#8217;istituzione della Santa Cena sono state adattate a quelle attualmente in uso nella CELI. La parte sulla confessione \u00e8 spostata alla fine ed \u00e8 stata fortemente modificata per adattarla al testo comune tedesco, concordato nel 1986 tra la Chiesa Evangelica dell&#8217;Unione (oggi: Unione delle Chiese Evangeliche) e la Chiesa Evangelica Luterana Unita in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine ci siamo chiesti come si pu\u00f2 annunciare il perdono di Dio oggi. Visto che la chiesa \u00e8 la comunit\u00e0 dei perdonati, che il significato del battesimo e della santa cena si concentrano nel perdono e che quindi il perdono \u00e8 il tema centrale della nostra teologia, la domanda non \u00e8 da poco. Non posso riportare tutta la discussione che poi ha sfiorato anche domande di annuncio in generale, ma vorrei riassumere qualche pensiero centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la gente normalmente non ha pi\u00f9 paura del giudizio di Dio, del purgatorio o dell&#8217;inferno, per cui la questione del perdono del peccato a prima vista sembra meno interessante. Per\u00f2 anche oggi c&#8217;\u00e8 molta paura e sofferenza per questioni esistenziali come il non senso della vita o lo sfacelo della societ\u00e0. Il disagio diffuso pu\u00f2 essere un punto di partenza, per\u00f2 se il perdono dei peccati vuole essere la risposta al disagio, deve essere spiegato in modo adeguato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fondamentale \u00e8 interpretare il peccato<\/strong> (singolare!) <strong>non in chiave moralistica, ma in chiave esistenziale,<\/strong> anche se certamente esistono anche i peccati morali che hanno bisogno di perdono, per\u00f2 per la maggioranza la questione esistenziale \u00e8 pi\u00f9 virulenta. Qui ci aiutano i riformatori che gi\u00e0 avevano <strong>una visione esistenziale del peccato (da cui solo in conseguenza derivano i peccati morali)<\/strong>, definendo <strong>il peccatore come <em>homo incurvato<\/em> su se stesso, cio\u00e8 separato da Dio<\/strong>. Il perdono ristabilisce il rapporto con Dio e potrebbe quindi essere chiamato anche riconciliazione con Dio e di conseguenza con il mondo. <strong>La riconciliazione conduce da una vita povera e atomizzata alla vita piena e in armonia con Dio e il mondo<\/strong>. Certamente restano aperte tante domande, ma spero che il seminario abbia potuto dare utili spunti di riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 23 al 25 settembre ha avuto luogo il Seminario teologico organizzato dalla CELI e dall&#8217;ASLI-Accademia di Studi Luterani in&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-93","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-theol"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=93"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95,"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/93\/revisions\/95"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=93"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=93"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiluterani.it\/asli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=93"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}